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ISHIKAWA Itinerario panoramico tra tradizione ed eccellenza qualitativa
  • TOKYO
  • ISHIKAWA

Tema dell’itinerario panoramico

QUALITY BORN OF TRADITION

I viaggiatori

  • Traveled : November,2019 Amanda O’Brien

    Blogger di viaggi
    Risiede a Londra (Regno Unito)
  • Traveled : November,2019 Kathryn Wortley
    Giornalista e creatrice per i media
    Risiede a Tokyo
    Paese d'origine: Londra (Regno Unito)

Questo itinerario offre un'esperienza di tradizione ed eleganza più coinvolgente, dal Palazzo Imperiale, residenza della coppia imperiale, ai Giardini Kenrokuen nella provincia di Ishikawa, sull'altro lato del Giappone, per assaporarne le bellezze più serene di cui erano pregni i sogni di eterna prosperità dei signori feudali di quel tempo.

Aeroporto di Londra-Heathrow

JAL Come arrivare dal tuo paese

  • Amanda O’Brien

    Partito da Londra in perfetto orario, il volo su questo nuovissimo velivolo dagli interni moderni oltre che provvisto di presa USB su tutti i sedili, tra l’altro molto comodi anche in classe economica per via dell’ampio spazio per le gambe, è giunto altrettanto puntualmente a Tokyo. Solitamente in aereo ho difficoltà a dormire, ma questa volta ci sono riuscita per diverse ore interrotte solo dall’uso saltuario del sistema d’intrattenimento audio-visivo, che contava molti film recenti di Hollywood, e per i pasti, per l’esattezza cena e prima colazione, per inciso di mia piena soddisfazione. Un elogio anche al personale di bordo, molto attento alle necessità dei passeggeri ed estremamente cordiale.

Aeroporto internazionale di Tokyomore

Aeroporto internazionale di Tokyo

Uno dei principali punti di accesso a Tokyo, conta diverse strutture commerciali e dalla piattaforma panoramica all'ultimo piano del terminal passeggeri, accessibile anche a chi non deve volare, si domina l'intera baia di Tokyo.

Area metropolitana di Tokyo

Primo giorno

TOKYO

Palazzo Imperialemore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Palazzo Imperiale

Eretto nello stesso punto in cui un tempo sorgeva il castello di Edo, è un'autentica oasi di pace nel cuore della circoscrizione di Chiyoda, nel cuore di Tokyo. Dal 1869 ospita la famiglia imperiale. Circondato da giardini ricchi di fiori e piante sapientemente curate, ampi fossati e, naturalmente, ciò che ancora rimane dell'antico castello, è una vasta area senza eguali per estraniarsi dal continuo affollamento della metropoli.

  • Amanda O’Brien

    Più volte ne avevo sentito parlare e l’avevo anche visto alla TV, ma vedere di persona il Palazzo Imperiale è ancor più emozionante, soprattutto se vi ci si avvicina dalla direzione che permette di vedere insieme l’ampio fossato, il portale d’ingresso e i ciliegi. Assolutamente fotogenico direi. Interessante è anche ascoltare le ragioni della sua apertura al pubblico e del nome dato ai vari accessi, ma anche osservare il contrasto tra la loro costruzione lignea e l’architettura moderna della città subito fuori.

    Questo è un bel ristorante, moderno e di classe. Anche la nostra saletta era deliziosa e la qualità del pasto (sashimi e crocchette di granchio) eccellente sotto ogni aspetto.

  • Kathryn Wortley

    Del Palazzo Imperiale ho percorso a piedi gran parte del perimetro, naturalmente non mancando il punto in cui è eretta la magnifica statua del samurai Kusunoki Masahige, notevole esempio di fedeltà all’Imperatore, e l’antica ed elegante torre di osservazione Fujimi sul bastione principale di ciò che rimane del castello di Edo (così si chiamava Tokyo una volta). Alta circa sedici metri e costruita nel diciassettesimo secolo, nelle giornate di ottima visibilità permetteva di vedere persino il lontano Monte Fuji.

    Accogliente e confortevole, questo ristorante situato nel prestigioso distretto di Minami Aoyama offre molte scelte di cucina giapponese che hanno anche il pregio non trascurabile di presentarsi bene. Specialmente nelle eleganti salette private la quiete è garantita e i menù sono gustosi ma ben bilanciati e armonizzati, e il servizio come ce lo si aspetta dal Giappone.

Treno
20 minuti

Ceramiche Saideigamamore

Ceramiche Saideigama

Situato a soli tre minuti a piedi dalla stazione locale, lo studio ceramico Saideigama offre altresì corsi anche in lingua inglese in un ambiente gradevole. È inoltre possibile noleggiare l'abbigliamento adatto per sentirsi maggiormente a proprio agio e creare così un pezzo del tutto unico.

  • Amanda O’Brien

    Il corso di ceramica allo studio Saideigama si è rivelato un eccellente mix culturale di tradizione, stile e modernità, più di quanto immaginassi. Naturalmente non avevo idea di cosa significasse kintsugi, ma penso che questo concetto di riparazione delle ceramiche affinché rinascano per un nuovo uso sia molto intelligente. Non sembra affatto facile ripararle e certamente il lavoro richiede molta concentrazione. Però questi artigiani sono molto pazienti e ce ne hanno spiegato ogni passo con grande chiarezza e con qualche buon risultato anche per persone come me chi di queste cose sa poco o nulla.

  • Kathryn Wortley

    Qui s’impara a conoscere l’antica arte giapponese kintsugi della riparazione con polvere d’oro di ceramiche rotte. Più che arte forse è una tecnica rara (oppure è proprio un’arte?) e il concetto non è semplicissimo ma sicuramente affascinante perché ciò che conta, oltre all’opportunità di tenere in vita un oggetto magari antico, è anche preservarne il valore artistico. Fortunatamente l’insegnante del breve corso era bravo e paziente, soprattutto coinvolgente, rendendoci questa esperienza particolarmente gradita oltre che di un certo valore culturale.

Treno
20 minuti

Battelli ristorantemore

Battelli ristorante

I punti d'imbarco più noti si trovano ad Asakusa, Odaiba e Shinagawa. I servizi a bordo variano secondo l'operatore, ma in genere tutti offrono un menù "bere senza limiti" compreso nel biglietto. E dopo il piatto preferito — sushi, tenpura e sashimi preparati con sapori stagionali non mancano mai — ammira le più fantastiche viste notturne della città. Ma non solo: ogni stagione hai i suoi migliori spettacoli, ad esempio i ciliegi in fiore in primavera ed entusiasmanti fuochi d'artificio in estate, in questo caso magari vestendo lo yukata, la versione più informale del kimono, realizzata in cotone, e il jinbei, la versione maschile ancora più informale.

  • Amanda O’Brien

    Di questi battelli ne avevo visti tanti già trent’anni fa, ma mi fa piacere vedere che la tradizione continua. Di sera trovo molto belle le loro lanterne rosse illuminate e dentro l’atmosfera è gioviale e piuttosto casual. Molto gustoso il cibo, soprattutto tempura e sashimi, e ottime le viste della città ma soprattutto della Tokyo Tower, che ha mantenuto la sua personalità anche dopo la costruzione della Tokyo Skytree, la torre di telecomunicazioni più alta al mondo.

  • Kathryn Wortley

    La prima sera a Tokyo abbiamo trovato il modo perfetto per terminare la giornata: discendere il fiume Sumida a bordo di uno dei tanti battelli coperti, ben decorati, comodi e stabili dove solitamente si mangia piuttosto bene (nel nostro caso sashimi, granchio, tempura, mochi) e si può anche arrivare a bere molto. Così ho pure rivisto la Tokyo notturna da un’altra angolatura, compresi il Rainbow Bridge e la Tokyo Tower illuminati.

Area metropolitana di Tokyo

Secondo giorno

HOKURIKU(ISHIKAWA)

La Stazione di Tokyomore

La Stazione di Tokyo

Nell'ottobre 2012 sono terminati i lavori di restauro e preservazione dello storico edificio lato Marunouchi della stazione più importante di Tokyo, che ne hanno ripristinato la tanto cara facciata a mattoni rossi, suo autentico simbolo, e valorizzato svariati particolari architettonici per riportarla all'aspetto di grandiosità di un secolo fa, quando fu costruita. Con l'occasione hanno riaperto i battenti la Tokyo Station Gallery e il Tokyo Station Hotel, quest'ultimo primo e unico a sorgere in un'opera considerata importante patrimonio culturale del Giappone, con gli interni realizzati in un sofisticato stile neo-classico europeo proprio per armonizzarli con gli esterni dell'edificio di Marunouchi.

  • Amanda O’Brien

    Abituata ai nostri treni, quelli ad alta velocità giapponesi sono sorprendentemente comodi spaziosi, non solo i sedili ma anche il corridoio di passaggio. All’andata ero vicina al finestrino, così ho potuto vedere il celebre Monte Fuji e una grande varietà di campagna. E che bella campagna! Anche lo spazio per il bagaglio è notevole, il che rende lo Shinkansen un potente concorrente dell’aereo, almeno sulle brevi-medie distanze.

  • Kathryn Wortley

    Con il treno ad alta velocità da Tokyo si arriva a Kanazawa in sole due ore e mezza. Puntualità, pulizia, spaziosità e servizio sono qualità sempre presenti nei treni Shinkansen, che infatti si dimostrano un mezzo molto comodo e conveniente di viaggiare nel paese. Poco dopo aver lasciato la città ho visto anche il Monte Fuji, il che non è poi così difficile data la sua vastità e posizione centrale nel paese.

Treno ad alta velocità Hokuriku Shinkansen

Stazione di Kanazawamore

Stazione di Kanazawa

Nel 2011 è stata considerata dalla rivista internazionale di viaggi Travel+Leisure tra le quattordici più belle stazioni ferroviarie al mondo. La sua prima peculiarità è la grande cupola sostenuta da imponenti colonne modellate sulla falsariga dei tamburi giapponesi utilizzati nelle arti tradizionali dello spettacolo. Ma sono molto belli anche gli interni decorati con manufatti dell'artigianato locale, che conferiscono al tutto l'atmosfera tipica di un museo.

Autobus
10 minuti

  • Amanda O’Brien

    Meraviglioso, belli soprattutto la costruzione tradizionale di legno e il giardino retrostante. Questo ristorante sembra essere piuttosto famoso per la soba, la pasta giapponese di grano saraceno che spesso, come anche qui, viene servita in abbinamento a tempura. Il servizio è molto efficiente e la velocità di preparazione quasi fulminea.

    Questo tipo di decorazione, ovviamente di altissimo pregio, era molto usato in Giappone soprattutto nei templi più ricchi. Imparare a realizzare personalmente un oggetto (nel mio caso una scatoletta di lacca) e poi applicarvi un’autentica foglia d’oro è un’esperienza che forse si può fare solo in questo paese. Certo, dato il valore del materiale vi ci si avvicina con un po’ di ansia e la procedura di applicazione è molto delicata, ma che risultato alla fine!

  • Kathryn Wortley

    Seminascosto in un vicolo e ricavato in una machiya, una casa tradizionale di legno che prima ospitava un bagno pubblico, il Buemon offre l’ambiente ideale per iniziare a respirare un po’ di vera cultura di Kanazawa. Come tante altre case recuperate, anche questa sembra aver mantenuto intatta la magia architettonica di una volta, con travi e colonne in vista, interni in stile e naturalmente il classico giardino tradizionale. Il ristorante è specializzato in soba e tempura, entrambi eccellenti.

    Kanazawa è da sempre rinomata per gli artigiani specializzati nella decorazione con foglie d’oro, tecnica usata ancor oggi anche se, com’ facile immaginare, limitatamente agli oggetti e agli arredi di più alto valore. Dopo averne appreso il processo di lavorazione e aver osservato con quanta cura e cautela quei maestri compiono un rito che vive da secoli, era finalmente arrivato il mio turno di decorare un oggetto con una foglia d’oro; era uno specchietto e il risultato (per me) è stato più che decoroso.

    Qui si concentravano, e ancor oggi ve ne sono molte, la case da tè nate ai tempi dei samurai. Tutto il luogo continua però a emanare la cultura del tempo, ad esempio attraverso la caratteristica architettura lignea e gli eleganti salici che sembrano riportare ai tempi in cui Kanazawa era tra i centri più importanti della cultura tradizionale giapponese.

Giardini Kenrokuenmore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Giardini Kenrokuen

I giardini Kenrokuen, anche conosciuti come "giardini dei samurai" e il cui completamento allo stato attuale ha richiesto ben circa cento ottanta anni, sono tra i tre più famosi del Giappone. In ogni stagione offrono qualcosa di speciale: ciliegi in fiore in primavera, giaggioli giapponesi in estate, aceri in autunno e, in inverno... gli yukizuri, un complesso sistema di alti pali di sostegno e funi per proteggere gli alberi dai pesanti ammassi di neve. Una volta lì, in pochi minuti a piedi si può visitare lo splendido castello cittadino. Tutta la città in effetti si è sviluppata attorno a questo castello, è questo è il motivo per cui nelle immediate vicinanze si trovano altresì molti siti storici e culturali.

  • Amanda O’Brien

    Dell’intero viaggio questa era la destinazione che più attendevo. Il perché siano considerati tra i più bei giardini giapponesi è ovvio, e se ci si va in inverno si possono vedere anche le lunghe corde yukizuri stese per proteggere i rami degli alberi dalla neve, che qui mi dicono sia abbondante. Ogni singolo angolo si presta a foto memorabili, specialmente con lo stagno Kasumigaike sullo sfondo.

    È un nuovo concetto di ristorante, perché coinvolge direttamente i clienti nella preparazione dei piatti. A me ha entusiasmato soprattutto la zuppetta che tutto sommato richiedeva solo di versare acqua bollente su del monaka, il sottile wafer che viene solitamente usati per fare alcuni dolci giapponesi. In un istante è pronta. Poi è stata la volta del sushi, quello del tipo a involtino che sono riuscita a preparare completamente da me aggiungendo però anche della maionese.

  • Kathryn Wortley

    Poiché si era agli inizi di novembre era già iniziata l’installazione delle lunghe e grosse funi sugli alberi per proteggerli dal peso della neve che ogni anno ne mette a rischio i rami. È perfettamente comprensibile; si tratta di alberi dalla veneranda età che nella loro ombra hanno visto passeggiare molti nobili. Le funi si chiamano yukizuri e in qualche modo anticipano il nuovo aspetto che i giardini assumeranno in inverno. Tutto inizia con il pino Karasakinomatsu, quello che in autunno sfoggia le foglie più belle. Non v’è dubbio che queste funi conferiscano al paesaggio un tocco extra di eleganza, soprattutto al vederle riflesse nello stagno. Ed è proprio vero, e me ne accorgo puntualmente quando ho la fortuna d’entrarvi, che i giardini giapponesi hanno un qualcosa che non ha eguali al mondo.

    È un ristorante alla moda e molto ben arredato che si è dimostrato il luogo adatto per la mia prima esperienza di sushi fai da te. Ovviamente il tipo più semplice, quello a involtino che si fa con l’ausilio di un tappetino di sottili rametti di bambù; oltre al riso preparato con il tradizionale aceto, con i vari condimenti a disposizione sono riuscita a creare il mio primo sushi di cui sono andata fiera per un bel po’.

Autobus
10 minuti

A piedi
5 minuti a piedi

Terzo giorno

  • Amanda O’Brien

    Kanazawa ispira molto per nuove esperienze legate alla cultura tradizionale, e indossare un autentico kimono e così abbigliate visitare alcuni dei luoghi più suggestivi della città contribuiscono a renderne indelebile il ricordo. Per chi si veste così per la prima volta sarà tutta una serie di scoperte, prima di tutte l’elevato numero di sottovesti, e del tempo necessario per completare l’opera (ma avevano tutto questo tempo le donne di una volta?) Interessante è anche la scelta di accessori e dell’acconciatura, ma con l’aiuto delle signore esperte e gentili che lavorano nei vari negozi specializzati tutto si fa estremamente affascinante e anche curioso. È un’esperienza che consiglio vivamente a Kanazawa, perché è l’ambiente giusto per viverla.

  • Kathryn Wortley

    Non sono nuova nemmeno a questo tipo di esperienza, ma questa è stata sicuramente la migliore. Non solo per la vasta scelta di kimono e di obi, l’alta cintura dello stesso tipo di tessuto che fascia il corpo all’addome in un solido e caldo abbraccio, ma anche degli indumenti intimi che ne costituiscono comunque una parte importante e senza i quali non si può capire cosa significhi vestire un capo così prezioso per la cultura tradizionale che esprime. Solitamente quando si veste il kimono si provvede anche all’acconciatura, che non può essere di una foggia qualsiasi, e all’utilizzo dei vari accessori che ne completano l’assieme, tra i quali la caratteristica borsetta, l’ombrellino e i sandali.

    Quale miglior modo per immergersi completamente nell’aura storica e culturale di un’antica residenza di samurai con annesso giardino tradizionale? Soprattutto per il turista straniero che solitamente non va oltre le solite grandi città, un luogo così è anche una fonte d’ispirazione fotografica piuttosto unica.

Museo D. T. Suzukimore

Museo D. T. Suzuki

Dedicato a Daisetsu Suzuki, filosofo buddista di Kanazawa e promotore della cultura Zen anche in altri paesi, ne illustra la vita, il pensiero e le opere attraverso i suoi scritti, lavori calligrafici e immagini.
Il museo si trova a pochi passi da destinazioni turistiche molto popolari come i Giardini Kenrokuen e il Museo d’arte contemporanea del 21.mo secolo di Kanazawa.

  • Amanda O’Brien

    Non occorre vivere in Giappone per sapere che Suzuki qui è un nome piuttosto comune, ma questo è particolare (scomparso nel 1966, era un prominente filosofo buddista e il suo nome completo era Suzuki Daisetz Teitaro). Il museo non è grande, ma la cura con cui è stato realizzato e anche ogni più piccolo dettaglio ne fanno una visita di alto interesse culturale oltre che estetico. A me sono piaciuti in particolar modo il sereno specchio d’acqua e l’atmosfera generalmente contemplativa che evocano i tre spazi fondamentali di cui si compone. Pur piccolo che sia, è però facile volervisi intrattenere a lungo.

    In questo ristorante bellissimo sia fuori che dentro si gusta la cucina tipica di Kanazawa. È simile a quella di Kyoto, nel senso che le porzioni sono molto piccole, ma il numero di piatti è elevato perché in effetti sono molti i sapori da provare. Io ho particolarmente apprezzato il manzo stufato locale, che è squisito.

  • Kathryn Wortley

    Lo spazio complessivo non è grande come quello di un tipico museo d’arte, ma l’atmosfera creata dalla particolare architettura moderna con evidenti richiami di architettura tradizionale ne fanno un luogo da non perdere una volta a Kanazawa. Immagino che siano veramente pochi gli stranieri che conoscono Suzuki Daisetz Teitaro (1870-1966), ma in Giappone è celebrato come prominente filosofo buddista e in ogni caso è stato il primo a divulgare all’estero la cultura zen giapponese.

    Dall’ottimo servizio, offre un’ampia scelta di menù dai quali io ho preferito il pesce alla griglia, la specialità del luogo. A scelta anche il tipo di seduta, occidentale oppure horigotatsu, cioè attorno a un tavolo infossato nel pavimento per poter piegare agevolmente le gambe, proprio come in una normale seduta occidentale ma stando seduti direttamente sul tatami. L’atmosfera interna del ristorante è molto riposante e ciò contribuisce considerevolmente alla preziosità della pausa prima della tappa successiva.

Treno espresso
30 minuti

  • Amanda O’Brien

    Questo è un treno speciale delle linee JR. Molto spazioso dentro, soprattutto in altezza, è moderno e ultra comodo. Giunge sino alla rinomata stazione termale di Kaga Onsen e quando l’ho preso non ho potuto non pensare che, in effetti, i treni giapponesi sono superiori a tutti gli altri che abbia mai preso.

  • Kathryn Wortley

    È un treno espresso delle linee ferroviarie JR popolare soprattutto per chi da Osaka visita Ishikawa per turismo o lavoro. Comodo, pulito e panoramico, sul marciapiede è altresì dotato di una guida a colori che indica in modo chiaro la posizione dei posti prenotati.

    Vi piacerebbe fare un gioco con una geisha o imparare a suonare i taiko, uno dei tradizionali tamburi? Queste esperte artiste, tra le figure più rappresentative della cultura tradizionale giapponese, sono molto professionali e pazienti, ma soprattutto eccellono come danzatrici e musiciste.

Autobus
30 minuti

Kakusenkeimore

Kakusenkei

Nella gola di Kakusenkei, situata nell'omonima e bellissima valle conosciuta anche per le sue stazioni termali, un sentiero di 1,3 chilometri conduce attraverso una natura bella come poche. Ciliegi in primavera, fresco verde in estate e colori stupendi in autunno, tutto in ogni stagione concorre a fare di questo angolo del Giappone una meraviglia senza pari. Pittoresche sono anche le passeggiate attraverso i numerosi ponticelli, dei quali i più frequentati sono forse quello di Koorogi, interamente realizzato in legno di cipresso, e quello di Ayatori, tutto in acciaio e a forma serpeggiante.

  • Amanda O’Brien

    A causa del cattivo tempo ci siamo potuti andare solo sul tardo pomeriggio, ma anche così il posto ci è apparso particolarmente bello per via dei colori autunnali. A due passi c’è il ponte di Koorogi, molto pittoresco.

  • Kathryn Wortley

    Data la previsione di pioggia per l’indomani ci siamo andate verso il tardo pomeriggio, il che per forza di cose non ha soddisfatto appieno le nostre aspettative. Ma i colori autunnali comunque ben visibili, lo scorrere dell’acqua del torrente e il ponte che illuminato appariva di un rosa intenso ci hanno comunque regalato un modo splendido di terminare la giornata.

Taxi
20 minuti

Koorogiro

  • Amanda O’Brien

    È vero che la cucina deve in qualche modo soddisfare anche la vista, ma una preparazione così elegante non l’avevo mai vista. Soprattutto non vedevo l’ora di gustare un po’ di pesce, e il granchio, il mio preferito, mi ha particolarmente soddisfatto. In questi tipi di ristorante spesso portano in tavola piatti non del tutto pronti, soprattutto quelli che richiedono la cottura all’ultimo momento. È il cliente a pensarci usando l’apposito fornellino e io l’ho trovato anche divertente.

    Finalmente, per la prima volta ho trascorso la notte in un ryokan, la caratteristica locanda giapponese. Ve n’è di tutti i livelli per dimensione, età e qualità del servizio, e normalmente sono provvisti di onsen. Fortunatamente il nostro era di ottima qualità. Gli interni sono molto belli, ma la mia attenzione era tutta rivolta all’onsen all’aperto, che ho usato ben due volte, cioè la sera e l'indomani mattina prima di ripartire. Peccato, perché la serenità e la sincera semplicità del posto mi piacevano davvero.

  • Kathryn Wortley

    Dieci portate di cucina tradizionale! Anche questo è lo stile di Kanazawa, spesso chiamata “la piccola Kyoto”. Cioè, il caratteristico pasto fatto di diverse piccole pietanze ove anche la forma conta molto. E se poi mentre si è a tavola dalla finestra si vedono i colori autunnali, l’esperienza non può che ricevere i massimi voti.

    È un ryokan, la tradizionale locanda giapponese. Questo ha solo sette grandi camere ma forse proprio per questo è particolarmente accogliente. Tuttavia, a differenza dei classici ryokan, i letti sono di tipo occidentale. Il personale le mantiene sempre ben rifornite di tè, c’è persino un onsen esterno e la vista del torrente e dei colori autunnali ne fanno una soluzione davvero eccellente nella natura di Ishikawa.

Quarto giorno

Koorogiro

  • Amanda O’Brien

    È una sorta di bistro che si presenta quasi come taverna francese ma con una certa presenza di stile giapponese, un mix non facile da descrivere ma molto carino. I proprietari sono molto giovani oltre che ottimi cuochi e il servizio in linea con le aspettative.

  • Kathryn Wortley

    Moderno e dalla cucina raffinata (sostanzialmente francese), questo piccolo ma accogliente ristorante fa uso esclusivamente di prodotti locali stagionali. Benché semplice ed essenziale, altrettanto raffinato è l’arredamento misto occidentale e giapponese moderno e i tre piatti del nostro menù fisso facevano a gara per farsi preferire.

Tempio di Nataderamore

Tempio di Natadera

Fondato nell'anno 717, appartiene alla setta buddista Shingon.
La zona in cui sorge probabilmente è il risultato di un'eruzione vulcanica sottomarina, e oltre alle peculiari formazioni rocciose modellate a lungo dagli elementi atmosferici e che concorrono a comporre una vista del tutto unica, all'interno conserva diversi beni culturali di grande importanza.
Con il passare delle stagioni tutto il luogo si trasforma in viste magiche, soprattutto in autunno quando le foglie vivacemente colorate conferiscono alle rocce frastagliate un aspetto di eccezionale splendore.

  • Amanda O’Brien

    Grandioso il tempio in sé e stupendo il giardino, credo di essere stata fortunata a trovarmi in un luogo così proprio nella stagione autunnale, certamente la più pittoresca. Gli spunti per ottime foto non si contano e le poche ore che vi ho trascorso sono state d’immenso valore.

    Di sakè ne sapevo e continuo a saperne molto poco, ma l’infarinatura sui diversi tipi e sulle temperature a cui servirlo mi hanno fatto venir la voglia di saperne di più già a partire da questo viaggio. A parte provarne alcuni tipi con del cibo salato o dolce per tentarne l’abbinamento, è stato inoltre un piacere incontrare personalmente il sig. Noguchi, un noto intenditore.

  • Kathryn Wortley

    Questo ampio complesso religioso vanta alcune interessanti costruzioni e svariati siti panoramici, compresi i giardini e alcune grotte, una delle quali dedicata alla dea buddista Senju Kannon. Il tutto, com'è il caso della maggior parte dei templi giapponesi buddisti e scintoisti, si armonizza splendidamente con la natura circostante che quando vi sono stata io era al culmine dello splendore autunnale.

    Circondato da campi di riso, d’altra parte l’elemento essenziale del sakè, in questo istituto gestito da uno dei massimi esperti giapponesi e che ne porta il nome è possibile assaggiarne svariati tipi e altresì imparare ad abbinarli al cibo, soprattutto ai dolci giapponesi tradizionali, o wagashi, con i quali si sposano magnificamente.

Autobus
60 minuti

Autobus
12 minuti

Aeroporto di Komatsu

JAL Dettagli

  • Amanda O’Brien

    Sedili di pelle in aereo!? Eh sì, esistono anche questi grazie a JAL. A parte la puntualità e la qualità del servizio su cui non mi dilungo perché è ovvio trattandosi di una linea aerea giapponese, ho molto apprezzato l’illuminazione notturna perché anche se era giorno mi ha immediatamente conciliato il sonno. Agli stranieri non residenti in Giappone JAL offre il JAL Explore Pass (JEP) per voli nazionali a prezzo scontato. Date un’occhiata al sito della società prima di programmare il viaggio se prevedete di farlo anche in aereo per spostarvi nel paese.

  • Kathryn Wortley

    Puntuale alla partenza e all’arrivo (a Tokyo), è un ulteriore esempio di senso dell’ospitalità giapponese e la bevanda gratuita che spesso manca sulle tratte nazionali delle compagnie aeree di altri paesi ha reso il breve volo una più che soddisfacente esperienza di trasporto nazionale.

Aeroporto internazionale di Tokyo

  • Amanda O’Brien

    Quello che mi aspettavo da questo viaggio tra modernità e tradizione si è concretizzato totalmente. Francamente non speravo nemmeno di riuscire a vedere il Palazzo Imperiale, e ho anche capito quanto pure i giapponesi di oggi tengono a questa tradizione. Poi mi hanno profondamente affascinato la tecnica kintsugi di riparazione delle ceramiche Katsuni e quella di applicazione delle foglie d’oro. Anche l’architettura tradizionale in questo viaggio ha avuto un ruolo di primo piano, soprattutto per la sua connessione con l’individuo e la natura. Questo l’ho avvertito in modo chiaro visitando il museo del Dr. Suzuki, una residenza di Samurai, la casa per cerimonia del tè Gyokusenan, l’antico ryokan Koorogiro, il tempio di Natadera e naturalmente i giardini Kenroku-en. Vecchio e nuovo Giappone s’incontrano anche a tavola, il che mi riporterà sempre alla mente la soba di Buemon, la cucina francese alla stazione di Enuma e l’abbinamento di sakè e cibo all’istituto Noguchi. Per riassumere, in soli pochi giorni un viaggio affascinante nel Giappone che non mi stancherò di raccomandare.

  • Kathryn Wortley

    Dunque, di Tokyo ricordo con particolare piacere la visita diurna al Palazzo Imperiale e quella notturna ai luoghi più iconici della città che non dorme mai. Ishikawa, la provincia di cui Kanazawa è capoluogo, è altrettanto entusiasmante per alcuni motivi in comune con Tokyo, soprattutto la cucina, e per altri caratteristici delle zone più periferiche del Giappone, onsen in primis. Nonostante la relativa brevità, questo viaggio ha perciò mostrato tutto il suo valore combinando gli aspetti che soprattutto il turista che visita il paese per la prima volta ha bisogno di vedere.

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Per me questa è stata l’occasione, che non potevo perdere, di meglio conoscere le origini delle diverse arti e dell’artigianato giapponese tradizionale e soprattutto capire come sono tutt’ora usate nelle maggiori città del Giappone, certamente a Tokyo ma anche in un’area più periferica come quella di Ishikawa.

Amanda O’Brien

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Risiede a Londra (Regno Unito)
  • Hobby

    Viaggi di lusso

  • Numero di viaggi in Giappone

    Una volta, trent’anni fa

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

L’abbinamento Tokyo-Ishikawa è una formula di viaggio molto azzeccata perché in un tempo relativamente breve permette di toccare con mano i molteplici aspetti della cultura moderna e tradizionale del Giappone. Questo viaggio, in particolare, mi ha portato a vedere più da vicino il Palazzo Imperiale, il Rainbow Bridge e i Giardini Kenrokuen, questi ultimi ritenuti tra i più belli del paese. Benché viva in Giappone da undici anni, per la prima volta ho indossato il kimono e creato con le mie stesse mani un oggetto di raffinato artigianato che ho persino decorato con foglie d’oro. Ishikawa d’altra parte è comodamente e velocemente raggiungibile da Tokyo, il che rende questo paese ancor più a portata di mano.

Kathryn Wortley
Giornalista e creatrice per i media
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  • Hobby

    Viaggi, attività all’aria aperta, musica e lettura

  • Permanenza a Tokyo

    Undici anni

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