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ISHIKAWA
  • TOKYO
  • ISHIKAWA

THE LIVING LEGACY OF SAMURAI CULTURE

Prima visita il parco nazionale di Shinjuku Gyoen, creato sul sito che un tempo ospitava una grande residenza di samurai e la cui vista ha il potere evocativo dei gloriosi tempi andati. Poi, a Kanazawa, esplora i rinomati giardini Kenroku-en che durante il periodo di Edo (1603-1868) ospitavano la dimora di Maeda, il signore feudale dell'epoca. Situati nei pressi del castello di Kanazawa e di antiche residenze di samurai, offrono viste meravigliose in tutte le stagioni, dai ciliegi in fiore in primavera agli iconici yukitsuri in inverno. In questo viaggio tutto ispirato alla cultura passata, scopri quanto l'area di Ishikawa sia ancor oggi pregna del fascino di questa classe di nobili e leggendari guerrieri.

Official Tokyo Travel Guide
https://www.gotokyo.org/it/

Local government official website
https://www.hot-ishikawa.jp/english/

I viaggiatori

  • Traveled : July 2018 Ian Livingston
    redattore e contributore del sito di viaggi JohnnyJet.com
    Risiede a Stati Uniti
  • Traveled : July 2018 Dana Macalanda
    redattore e contributore
    Risiede a Tokyo
    Paese d'origine: Stati Uniti

Aeroporto Internazionale di Los Angeles

ANA105 Come arrivare dal tuo paese

  • Ian Livingston

    Il volo 777-300 da Los Angeles me lo ricorderò a lungo per l’ampiezza della poltroncina, la comodità generale a bordo e il servizio, davvero eccellente. Il menù era piuttosto particolareggiato, con un’ottima descrizione delle varie opzioni tra le quali per colazione ho scelto "scorfano bollito con salsa di soia".

Aeroporto internazionale di Tokyomore

Aeroporto internazionale di Tokyo

Uno dei principali punti di accesso a Tokyo, conta diverse strutture commerciali e dalla piattaforma panoramica all'ultimo piano del terminal passeggeri, accessibile anche a chi non deve volare, si domina l'intera baia di Tokyo.

Area metropolitana di Tokyo

Primo giorno

TOKYO

Valle di Todorokimore

Valle di Todoroki

Lunga un chilometro e una delle poche valli dell'area di Tokyo, è situata nella punta sud dell'altopiano di Musashino.
A tre minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Todoroki, una volta scesi i gradini all'ingresso del ponte del Golf si apre il sentiero che segue il fiume Yazawa nella sua corsa verso la pianura.
Subito si è accompagnati dal fruscio delle zelkove, delle querce e dei cornioli giapponesi mossi dal vento, dal mormorio delle acque e dal canto di svariati uccelli che rendono difficile pensare che in fondo ci si trovi proprio nell'area di Tokyo con tutto ciò che una metropoli così evoca.

  • Ian Livingston

    Un’oasi verde nella metropoli, quasi una giungla! Una natura lussureggiante che si estende sino a poche centinaia di metri dalle arterie principali sempre percorse da traffico intenso il cui rumore viene però attutito dalle fitte macchie di bambù, querce, zelkove giapponesi e carpini di Yedo. Ai bordi del sentiero scorrono limpidi rivoli d’acqua poco profondi. Insomma, una bella camminata di sabato mattina in un ambiente naturale immerso nella quiete più completa.

    Nei pressi della fermata Todoroki della linea ferroviaria Oimachi, Shuichi si presenta come un modo quanto mai opportuno per terminare una mattinata trascorsa esplorando l’omonima valle di Todoroki. Nel grazioso ristorantino a due piani sanno fare molto bene la pasta e il curry, ma dalla biglietteria automatica (sì, proprio così) io ho preferito premere il pulsante d’ordine del tantamen con sesamo nero, una vera delizia. La prossima volta che tornerò a Tokyo farò sicuramente il bis.

  • Dana Macalanda

    Valle di Todoroki:
    Bastano tre passi per trovarsi improvvisamente in questa giungla di verde che pulsa ai margini della metropoli. È un’area vasta e felicemente tranquilla alla periferia di Tokyo, un mondo a sé di fitti alberi, gente locale e amanti della fotografia che in uno stato di contemplazione percorrono lo stretto ma ben tenuto sentiero che si snoda lungo il dolce fiume Yazawa.

    Anche quando te lo servono quasi bollente, il ramen è un’opzione da tenere in considerazione. Lo Shuichi a prima vista può sembrare il tipico kissaten (il tradizionale caffè giapponese), ma basta mettervi piede per capire che è invece un ristorante di ramen, tra l’altro molto popolare e noto anche per l’ottimo tsukemen di curry, la pasta fredda servita con brodo caldo o anch’esso freddo.

Linea Tokyu Oimachi
Stazioni di Todoroki --> Ōokayama

Linea Tokyu Meguro
Stazioni di Ōokayama --> Yotsuya
(35 minuti, 400 yen) *Da Todoroki a Yotsuka

Linea JR Chuo
Stazioni di Yotsuya --> Ochanomizu
(6 minuti, 160 yen)

Degustazione di sakè
(Centro Sakè Meishu di Ochanomizu)
more

Degustazione di sakè<br>(Centro Sakè Meishu di Ochanomizu)

È un negozio a tempo che presenta unn'attenta selezione di sakè provenienti da tutto il Giappone.
Sono ben oltre centocinquanta i tipi di sakè qui presentati — dai classici famosi alle gemme nascoste, dai tipi più rari a quelli per dessert — al prezzo di soli 160 yen ad assaggio.
Naturalmente li si può anche acquistare (per ogni tre assaggi si riceve uno sconto di 100 yen).
L'ambiente è ideale per scoprire nuovi sapori, lasciando tutto il tempo che serve per trovare quello preferito.
E se non si è sicuri su quale scegliere c'è sempre a disposizione del personale esperto.
L'assaggio è "ottimizzato" con tutta una scelta di spuntini particolarmente adatti al sakè.

  • Ian Livingston

    Non sapevo che esistessero locali così, ma passarvi è certamente valsa la pena. Parlo del sakè, che in Giappone — così come per gli alcolici di ogni altro paese del resto — va provato non solo perché è una delle bevande alcoliche nazionali ma anche perché i modi di apprezzarla non sono poi del tutto scontati. Sorseggiarlo da un bicchierino di vetro anziché dalla tradizionale tazzina ti fa imparare qualche nozione in più su questa squisitezza giapponese.

  • Dana Macalanda

    Il Centro Meishu è un autentico tesoro per chi ama la tipica bevanda alcolica giapponese. È bello e forse anche un poco emozionante cogliere dagli scaffali quelle belle bottiglie di sakè così accuratamente confezionate ed etichettate (oltre cento tipi) o delle altre bevande alcoliche più amate dai giapponesi come lo shochu (un distillato) e l’umeshu, il cosiddetto vino di prugne. La segnaletica è anche in inglese.

Linea metro Tokyo Marunouchi
Fermate Ochanomizu --> Shinjuku-gyoenmae
(21 minuti, 200 yen)

Shinjuku Gyoenmore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Shinjuku Gyoen

Ecco un altro parco nel centro di Tokyo! Completato nel 1906 come giardino imperiale, nel 1949 è stato dichiarato parco pubblico. Sui suoi
58,3 ettari sorgono un giardino giapponese, un giardino simmetrico francese e un altro giardino paesaggistico, tutti molto abilmente concepiti.
Di quest'oasi cittadina ideale per il relax sono famosi anche la fioritura dei ciliegi in primavera e i tipici colori autunnali.

  • Ian Livingston

    È uno spazio verde gigantesco situato proprio nel centro di Tokyo. Una volta appartenente a un daimyō, il signore feudale subordinato allo shogun, il capo militare supremo, in seguito fu trasformato in giardino della casa imperiale ma andò quasi completamente distrutto durante i bombardamenti aerei del secondo conflitto mondiale. Oggi è un parco pubblico molto apprezzato per le varie forme di relax che offre.

    Shinjuku, uno dei distretti più grandi di Tokyo, è una specie di tana del coniglio ma molto mi sono divertito anche addentrandomi nelle sue intrecciate e fitte viuzze multicolorate. Chi vuole conoscerla meglio deve prevedere un po’ di tempo, soprattutto per apprezzarne il lato più godereccio che nella Golden Gai trova la massima espressione. Nel tardo pomeriggio questo straordinario quartiere è ancora addormentato, ma l’esperienza è comunque unica e merita perciò trascorrervi del tempo.

    Mimiu, sempre a Shinjuku, fa parte di una catena di ristoranti le cui origini risalgono a ben duecento cinquanta anni fa. La specialità è l’udon-suki, un piatto leggero a base di udon, spessi taglioloni di grano da immergere in un brodo di dashi caldo caldo insieme ad alcune verdure e altri ingredienti proteici. Veramente ottimi la pasta stessa e i funghi, per me.

  • Dana Macalanda

    È uno spazio quasi idilliaco e ideale per un picnic o anche solo per passeggiare nel verde pur mantenendo i piedi quasi in città. Lo stagno è popolato di tartarughe, ma facendo attenzione si può ancora riuscire a trovare un barattolo di pepe Naito "dimenticato" dall’omonima famiglia che proprio qui lo coltivava durante il periodo di Edo (1603-1868).

    Una rapida passeggiata nella Golden Gai e alla vicina Bicqlo, un incrocio tra il gigante dell’abbigliamento Uniqlo e i famosi grandi magazzini dell’elettronica Bic Camera, sono di sicuro interesse per chiunque, se non altro per sbirciare questi angoli decisamente peculiari di Tokyo.

    Magari la casseruola non è la pietanza più fotogenica di questo mondo, ma da Mimiu tutto è diverso e l’udon-suki ne è il protagonista d’eccellenza. E quando vi si aggiunge il caratteristico assortimento di verdurine multicolore, tofu e altre cosette artisticamente preparate non si può non volerlo fotografare.

Shibuya Tokyu REI Hotel

  • Ian Livingston

    Trovandosi a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Shibuya, questo hotel può essere un ottimo punto di partenza per esplorare il grande distretto delle mode giovanili a cui appartengono anche i famosi quartieri di Omotesando e Harajuku. A parte la posizione, il servizio e l’abbondante scelta a colazione (consiglio lo straordinario succo di carote fresche) bastano per giustificare almeno una notte.

  • Dana Macalanda

    Anche qui il personale parla inglese e le camere sono ben pulite e provviste di connessione Wi-Fi gratuita. Ma il vantaggio principale di questo hotel è la sua collocazione a pochi minuti dal famoso incrocio pedonale di Shibuya e perciò anche dalla sua stazione ferroviaria, rendendolo particolarmente comodo per chi deve dipendere dal treno per raggiungere la destinazione successiva.

Secondo giorno

HOKURIKU(ISHIKAWA)

La Stazione di Tokyomore

La Stazione di Tokyo

Nell'ottobre 2012 sono terminati i lavori di restauro e preservazione dello storico edificio lato Marunouchi della stazione più importante di Tokyo, che ne hanno ripristinato la tanto cara facciata a mattoni rossi, suo autentico simbolo, e valorizzato svariati particolari architettonici per riportarla all'aspetto di grandiosità di un secolo fa, quando fu costruita. Con l'occasione hanno riaperto i battenti la Tokyo Station Gallery e il Tokyo Station Hotel, quest'ultimo primo e unico a sorgere in un'opera considerata importante patrimonio culturale del Giappone, con gli interni realizzati in un sofisticato stile neo-classico europeo proprio per armonizzarli con gli esterni dell'edificio di Marunouchi.

JR Hokuriku Shinkansen

  • Ian Livingston

    Con il treno ad alta velocità è così facile girare il Giappone! Da Tokyo a Kanazawa, ad esempio, ho viaggiato con l’abbonamento Hokuriku Arch Pass. Le segnalazioni nelle stazioni sono chiare e anche in inglese, i treni sempre puntuali e i sedili comodi e con spazio a sufficienza per le gambe. Il mio era un posto riservato, ma siccome quello a fianco era libero ne ho approfittato per sedermi vicino al grande finestrino e meglio apprezzare il lussureggiante paesaggio che mi sfrecciava accanto.

  • Dana Macalanda

    Nonostante sfrecci a circa 260 chilometri orari, il treno ad alta velocità Hokuriku Shinkansen, quello cioè che collega il lato dell’oceano Pacifico a quello del Mar del Giappone, permette di viaggiare in pieno relax. La traversata è infatti eccezionalmente tranquilla e la comodità garantita dagli spaziosi sedili e dall’ampio spazio per le gambe.

Stazione di Kanazawamore

Stazione di Kanazawa

Nel 2011 è stata considerata dalla rivista internazionale di viaggi Travel+Leisure tra le quattordici più belle stazioni ferroviarie al mondo. La sua prima peculiarità è la grande cupola sostenuta da imponenti colonne modellate sulla falsariga dei tamburi giapponesi utilizzati nelle arti tradizionali dello spettacolo. Ma sono molto belli anche gli interni decorati con manufatti dell'artigianato locale, che conferiscono al tutto l'atmosfera tipica di un museo.

  • Ian Livingston

    La moderna e sempre affollata stazione ferroviaria di Kanazawa, soprattutto bella direi, è anche un ottimo luogo per curiosarvi un po’ da turista. Essendo anche uno snodo ferroviario molto importante per il paese e oggi battuto altresì dal turismo internazionale, al banco informazioni parlano inglese e oltre al servizio di deposito e inoltro bagagli si trovano sempre guide volontarie per un primo giro della città. Come anch’io stesso ho potuto constatare osservando gli altri passeggeri stranieri, anche chi non mastica molto l’inglese riesce a comunicare e a orientarsi senza grossi problemi.

    Che straordinaria esperienza culinaria, proprio ciò che mi porterà altre volte in Giappone! Ben dieci tipi di pesce delicatamente collocati su un vassoio posto di fronte a noi con la raccomandazione di farli sparire entro tre secondi per preservarne il sapore così come inteso dal cuoco!

    A Kanazawa si produce la quasi totalità delle foglie d’oro usate in Giappone per le decorazioni artistiche. Il Gold Leaf Sakuda è stato un mondo tutto nuovo per me, ma estremamente interessante perché così esotico e soprattutto rappresentativo del grande rispetto di cui questi abilissimi artigiani ancora godono. Molto interessante anche il ghiacciolo avvolto in sottilissima foglia d’oro e il tè verde macchiato con frammenti anch’essi d’oro. Ma è già nei pressi della casa da tè Shima, una costruzione davvero splendida, che s’inizia ad avvertire la spessa tradizione di questi locali raffinati (chaya) ancor oggi ospitati in antiche case di legno.

    Il quartiere Higashi Chaya è un’ottima destinazione per fare due passi dopo un buon pranzo tradizionale. Queste file di case di legno a due piani che continuano ad ospitare le tradizionali case da tè risalgono agli inizi del diciannovesimo secolo. A parte il ruolo tradizionale, offrono anche eccellenti opportunità fotografiche a chi, come me, vive dall’altra parte del mondo e ha sempre avvertito il magico richiamo del Giappone più autentico. Un tocco di particolare delicatezza al classico tè giapponese è stato il gelato alla salsa di soia!

  • Dana Macalanda

    La stazione ferroviaria di Kanazawa è un classico esempio di funzionalità e design che ben si addicono a un’elegante città come questa in cui modernità e tradizioni convivono felicemente. L’abbonamento giornaliero degli autobus costa solo 500 yen e il banco delle informazioni turistiche si trova subito dopo la Hyakuman-san, l’adorabile daruma dorata che oltre ad essere la mascotte della città saluta con calore i passeggeri.

    Il sushi non vi appassiona? Chissà, forse proprio qui nella regione di Hokuriku potreste cambiare idea! Questi maestri di uno dei piatti ormai più popolari al mondo hanno affinato le abilità nei secoli su un vasto numero di tipologie di pesci e molluschi, che in questa parte del Giappone sono particolarmente rinomati.

    Quale luogo migliore per conoscere sia una delle tecniche decorative più usate nell’ambito artistico giapponese sia il mondo delle geisha! Con la differenza che questo quartiere di case da tè non è immerso nella tipica atmosfera un po’ distaccata e supponente che solitamente accompagna gli ambienti della lavorazione dei metalli preziosi e dell’alta cultura, anzi.

    Kanazawa vanta prelibatezze uniche tra le abitazioni delle geisha e gli antichi negozietti specializzati; il gelato alla salsa di soia (con sciroppo opzionale per un sapore ancora più concentrato) è uno di questi.

Linea Joka-machi Kanazawa Shuyu (autobus a circolazione continua di Kanazawa, o Kanazawa Loop Bus):
Fermata Kanazawa-eki Higashiguchi --> Fermata Kenrokuen-Shita o Kanazawajo
Circa 17 minuti / 200 yen (abbonamento giornaliero: 500 yen)

3 minuti a piedi

Giardini Kenrokuenmore

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Giardini Kenrokuen

I giardini Kenrokuen, anche conosciuti come "giardini dei samurai" e il cui completamento allo stato attuale ha richiesto ben circa cento ottanta anni, sono tra i tre più famosi del Giappone. In ogni stagione offrono qualcosa di speciale: ciliegi in fiore in primavera, giaggioli giapponesi in estate, aceri in autunno e, in inverno... gli yukitsuri, un complesso sistema di alti pali di sostegno e funi per proteggere gli alberi dai pesanti ammassi di neve. Una volta lì, in pochi minuti a piedi si può visitare lo splendido castello cittadino. Tutta la città in effetti si è sviluppata attorno a questo castello, è questo è il motivo per cui nelle immediate vicinanze si trovano altresì molti siti storici e culturali.

  • Ian Livingston

    Sono considerati tra i tre più bei giardini tradizionali del Giappone e anche quando li ho visitati io, in piena estate, erano in splendida forma. Certamente sono una delle mete da non perdere a Kanazawa, perché alla città donano un lustro particolare. Ma a parte il loro significato storico e nonostante siano sempre affollati, offrono un momento di pace e serenità come pochi altri.

    Anche parco cittadino, è uno dei musei che nel mondo mi ha maggiormente appagato. Sorge dal 2004 laddove un tempo vi era una scuola e i suoi magnifici spazi bianchi disegnati dagli architetti giapponesi Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa delineano il contorno delle esposizioni permanenti e temporanee sullo sfondo del verde circostante che ospita invece esposizioni satellite ad accesso libero per tutti. Oltre a richiamare in continuazione gli amanti dell’arte da tutto il mondo, la costruzione in sé apre una finestra interessante sull’arte moderna anche per i profani.

    La cena da Hacchouya si è dimostrata ancor più abbondante di quanto immaginassi. A me sono particolarmente piaciuti gli spiedini di tempura, ma il piacere principale qui lo dà il caratteristico ambiente notturno di Kanazawa.

  • Dana Macalanda

    Situati nei pressi del castello di Kanazawa, sono pregni di storia del periodo di Edo (1603-1868) ancora pienamente palpabile. È molto rincuorante, se così si può dire, vedere la natura ancora così diligentemente e sapientemente curata, in particolare lo sfoltimento manuale, ago per ago, dei pini neagarimatsu, alcuni dei quali hanno già raggiunto la veneranda età di cento settant’anni.

    Uno dei segni più evidenti della bontà di questo museo è vedere adulti e bambini interagire con le opere esposte. In effetti è stato concepito perché il pubblico vi acceda liberamente e, cosa rara nel mondo dell’arte, possa esporre i propri lavori a fianco di quelli di artisti affermati, un luogo in cui sia sempre bello tornare. L’opera permanente più famosa è forse la “The Swimming Pool” di Leandro Erlich, ma naturalmente vi è molto altro da vedere, vere gemme dell’arte che in un ambiente così ben concepito la rendono più alla portata di tutti.

    All’Hacchoya, la nostra deliziosa cenetta kaiseki, il tipico pasto giapponese composto da molte piccole portate, comprendeva anche dell’ottimo jibuni, un piatto locale a base di anatra stufata. Ma sono altresì previsti piatti sostitutivi in caso di dichiarata allergia a specifici ingredienti!

Navetta del Kenrokuen: Fermate Kenrokuen-Shita e Kanazawajo --> Korinbo
Circa 5 minuti / 200 yen (abbonamento giornaliero)
(10 minuti a piedi)

Kanazawa Tokyu Hotel

  • Ian Livingston

    Per comodità e servizi, questo hotel si pone sopra le media degli hotel di Kanazawa. In stile occidentale, è molto pulito e ben arredato. La mia camera, ad esempio, era all’ultimo piano e oltre al grande e accogliente spazio offriva una splendida vista sulla città e i monti in lontananza. Per non parlare del servizio, che come un po’ ovunque in Giappone è ben superiore alla media internazionale.

  • Dana Macalanda

    In una città elegante e ricca d’illustri artigiani come Kanazawa anche gli alberghi fanno la loro parte. Così è ad esempio il Kanazawa Tokyu Hotel, convenientemente situato per raggiungere a piedi luoghi di grande interesse turistico come il quartiere dei samurai.

Terzo giorno

Kanazawa Tokyu Hotel

2 minuti a piedi

Quartiere Nagamachi di antiche residenze di Samuraimore

Quartiere Nagamachi di antiche residenze di Samurai

Qui vivevano i samurai di medio rango del vasto territorio dei Kaga, il clan che dominò l'intera l'area durante il periodo di Edo (1603-1868). L'atmosfera urbana di questo luogo così particolare è pressoché rimasta intatta. Infatti, le mura di fango color ocra con il caratteristico tettuccio di tegole di legno e in inverno provviste delle tipiche protezioni komogake contro l'accumulo laterale di neve, i canali d'acqua con le chiuse nagayamon e le tipiche finestre bushimado forniscono un quadro piuttosto realistico di queste strade un tempo affollate di samurai con la famiglia al seguito. Da vedere sono certamente anche i giardini interni, che la rivista statunitense Japanese Gardening nel 2003 ha dichiarato essere "la terza cosa più bella da vedere a Kanazawa".

  • Ian Livingston

    Non v’è dubbio che il mondo dei samurai è pregno di fascino, e questo probabilmente anche per chi non lo conosce molto a fondo. Durante questo mio viaggio a Kanazawa si è però rivelato una tappa prominente, sia dopo avere esplorato con calma a piedi il quartiere storico sia, forse ancor di più, dopo avere visitato la residenza del famoso clan dei Nomura.

    Io ho un certo debole per i mercati come questo. Con poche centinaia di yen vi ho bevuto del buon tè verde con latte di soia e ho sommamente gustato alcune mini capesante e persino dell’anguilla allo spiedo. Credo che soprattutto di questa serberò a lungo il ricordo.

  • Dana Macalanda

    Rispetto all’opulenza della classe dominante di Kyoto, le case dei samurai di Kanazawa presentano una bellezza decisamente rustica ma pur sempre potente, con dettagli di grande squisitezza architettonica come i soffitti di legno di cipresso giapponese e i complessi giardini, tra i quali spicca quello della residenza Nomura. Data la quiete del luogo sono come piccoli paradisi, mentre gli interni adornati di antiche spade e altri oggetti militari contribuiscono a conferire a ognuna di queste residenze un grande senso di forza contegnosa.

    Questo mercato da circa trecento anni è un concentrato di viva socialità. Ora ospitato in una nuova e snella costruzione, ogni giorno porta al consumatore una pletora di bontà del mare e della generosa terra locale, tanto che oltre dalla gente del luogo è sempre frequentato anche da turisti.

Linea Joka-machi Kanazawa Shuyu (autobus a circolazione continua di Kanazawa, o Kanazawa Loop Bus):
Fermata Korinbo --> Fermata Kanazawa-eki Higashiguchi
Circa 15 minuti / 200 yen (abbonamento giornaliero)

Stazione JR di Kanazawa --> Stazione Wakura Onsen (circa 1 ora, 2.230 yen)
*Si può utilizzare l'abbonamento JAPAN RAIL PASS

  • Ian Livingston

    Da Kanazawa a Notojima ci vogliono circa un’ora di treno sino a Wakuraonsen e una breve corsa in autobus sull’isola collegata alla terraferma da un piccolo ponte. Anche questo, come tutti gli altri viaggi in treno in Giappone, è stato molto confortevole e conveniente.

  • Dana Macalanda

    Una già piacevole corsa su un treno espresso fuori città diviene ancor più gradevole in compagnia di un ekiben, il cosiddetto bentō della stazione, soprattutto quando scelto tra la sorprendente varietà disponibile alla stazione di Kanazawa.

Autobus
Fermate Wakuraonsen → Kodamiyanomae (circa 25 minuti)

2 minuti a piedi
*Alcuni ryokan offrono un servizio navetta per e da Wakuraonsen

Percorso ciclistico Notojimamore

Percorso ciclistico Notojima

È un itinerario che su due ruote conduce ad alcuni satoyama (comunità agricole collocate sulle terre pedemontane confinanti con le pianure) e satoumi (il paesaggio marino e costiero risultato dall'interazione di lungo termine tra abitanti ed ecosistema) della Penisola di Noto, oggi designati "Sistemi agricoli d'importanza globale per l'umanità (GIAHS)". Devono la loro crescente popolarità, anche internazionale, allo stile di vita tradizionale delle comunità locali che vivono in armonia con la natura e le quattro stagioni.

  • Ian Livingston

    Le strade sinuose dell’isola di Noto, o Notojima, sono ideali soprattutto per chi ama il ciclismo; sia la costa orientale che quella occidentale presentano infatti opportunità eccezionali e offrono altresì ottime viste sui campi di riso, sugli appezzamenti adibiti a ortaggi e, naturalmente, sul meraviglioso e ricco mare locale. Anch’io ne ho percorso una buona parte in bicicletta e, seppur lungo, questo viaggio nel viaggio si è rivelato alla mia portata oltre che rivelarsi una fonte d’informazioni insostituibile sullo stile di vita locale.

  • Dana Macalanda

    È stata probabilmente la parte più entusiasmante di questo viaggio a Ishikawa, almeno per me. Durante il giro in bicicletta della costa di Notojima ci precedevano due giovani di Osaka venuti sin qui per operare più a contatto con questo splendido ambiente naturale. Un abitante del luogo che ti fa da guida alle strutture ittiche e alle fattorie mentre ti parla dei cinghiali che si mangiano la metà dei raccolti aggiunge qualcosa di altrimenti ignoto ai più sulla vita e il lavoro in questa parte del paese.

Pensione Sansuiso

  • Ian Livingston

    Ogni cena alla pensione Sansuiso è stata un affare davvero memorabile, soprattutto la parte a base di melanotenidi appena pescati nel fiume che scorre proprio davanti alle camere. Il tutto, insieme a dell’ottimo sashimi, squisite fettine di buri, una specialità di questo mare, e alcuni piattini di radici e gelatine dolci, graziosamente disposto su un modellino di barca da pesca tradizionale come si usa un po' ovunque nei ristoranti tradizionali di mare giapponesi. Una delle migliori cucine casalinghe che abbia mai provato, parola mia!

    Seppur semplice e a tratti un po’ spartana, anche per via della sua collocazione è una pensioncina da sogno! Le quattro camere a tatami possono ospitare ciascuna una famiglia di quattro persone e il proprietario, un tipo gioviale, parla un po’ d'inglese. Anche il resto della famiglia eccelle nella capacità comunicativa, principalmente con grandi sorrisi e un autentico senso dell’ospitalità. Infatti, ogni anno organizzano gite sulla costa per osservare i crostacei fosforescenti e, nel buio dell’interno, le lucciole che in questi luoghi abbondano.

  • Dana Macalanda

    Il proprietario del Sansuiso, una graziosa pensioncina, è anche cuoco, pescatore, autista e padre di tre adorabili bambini, e in più è assurdamente bravo in tutto. Non capita spesso che chi ti serve a tavola ti racconti anche quando, come e dove l’ha pescato (nel nostro caso la mattina stessa) e come l’ha preparato! Un pranzo forse un po’ esagerato nella quantità, ma lo sashimi servito sul caratteristico modello di legno di barca da pesca adornato con fiori locali sembrava uscito da un sogno.

    Provatela anche voi. Prenotate una camera dalla vostra agenzia di viaggi, noleggiate un’auto e partite! Non solo il cibo, ma anche le camere in stile tradizionale e l’onsen vi faranno ricordare per sempre questa esperienza di turismo “alla buona” ma di estrema soddisfazione per i sensi.

Quarto giorno

Pensione Sansuiso

Autobus municipale sino a Wakura Onsen-eki(circa 25 minuti)
*Alcuni ryokan offrono un servizio navetta per e da Wakuraonsen

Linea Noto Tetsudo: Stazione di Wakura Onsen --> Stazione di Anamizu (circa 1 ora, 680 yen)

  • Dana Macalanda

    Il viaggio di ritorno alla terra ferma è avvenuto a bordo di un trenino tutto decorato alla moda “anime”, in effetti in alto ma gradevole contrasto con le bellezze naturali della zona.

Linea Hokutetsu-Okunoto
Fermata Anamizu Ekimae --> Fermata Wajima Ekimae (circa 55 minuti, 760 yen)

  • Ian Livingston

    Wajima girata in bicicletta elettrica sotto il caldo ma gradevole sole estivo è una destinazione davvero entusiasmante sotto ogni punto di vista. Questo anche grazie all’efficienza organizzativa dell’industria turistica locale oltre che, naturalmente, nazionale.

  • Dana Macalanda

    L’ex stazione ferroviaria di Wajima è ora un centro d’informazioni turistiche provvisto altresì di un negozio di souvenir, deposito bagagli e noleggio di biciclette elettriche, mezzo che raccomando caldamente per esplorare la cittadina.

14 minuti a piedi

Mercato del mattino di Wajimamore

Mercato del mattino di Wajima

Con la sua storia millenaria, oltre ad essere il più antico mercato del mattino è anche tra i tre più famosi del Giappone. Si sviluppa lungo una via di 360 metri e vanta ben circa duecento tra negozi e bancarelle comprensibilmente sempre molto affollate soprattutto grazie ai prodotti ortofrutticoli e marini locali e freschi in vendita, ma anche ai prodotti dell'artigianato locale e alle famose lacche di Wajima. Curiosa è la possibilità, davvero rara in Giappone, di trattare sui prezzi, il che oltre a facilitare il rapporto umano con i bancarellai rende questo mercato unico oltre che culturalmente interessante.

  • Ian Livingston

    Si tiene ogni giorno dalle 8 alle 12 sin da circa mille anni! Già questo dovrebbe essere un forte richiamo per visitarlo. Tuttavia basta avvicinarvisi per scoprire cose belle e insolite, anche o soprattutto da mangiare come l’egara manju, una specialità locale che va letteralmente a ruba.

    Per essere un viaggio tutto dedicato al Giappone, a Wajima ho fatto un piccolo strappo alla regola: cucina italiana! Per la precisione tagliatelle in salsa di maiale di Noto e zucchini, la specialità del giorno in questo ristorante un po’ fuori mano.

    Per chi ancora non lo sapesse, Wajima è uno dei centri della lacca più famosi del Giappone e perciò uno dei vanti della tradizione manifatturiera di Ishikawa. Questi oggetti raggiungono i banchi di vendita solo dopo un lungo e straordinario processo affinato nei secoli. Al laboratorio Wajima Kobo Nagaya ci ho provato anch’io: bastoncini laccati e decorati in oro! Sin tanto che non ci si mettono le mani è difficile apprezzare la quantità di lavoro e soprattutto la competenza necessaria per realizzare oggetti così belli e di gran valore, ma soprattutto il rispetto che questi artigiani meritano.

    Tra luglio e ottobre tutta l’area di Ishikawa si ravviva con ben oltre duecento festival tradizionali. Per il turista, questo museo è un buon punto d’inizio per capire un fenomeno culturale così radicato nella tradizione anche se, in effetti, accomuna un po’ tutto il Giappone. Una parte interessante è la proiezione di video sui fuochi giganteschi e le folle ebbre che partecipano a questi festival, così realistici da rappresentare appieno un aspetto certamente importante e unico della cultura di Ishikawa. Un museo anch’esso davvero unico e, anche se vissuta virtualmente, un’atmosfera sociale senza pari.

  • Dana Macalanda

    Famoso in tutto il Giappone, mette anche a disposizione un angolo per cuocere e consumare sul posto le delizie del mare appena acquistate da una bancarella accanto. È molto antico (si parla di oltre mille anni) — e in effetti è considerato tra i tre più storici del Giappone — e offre tutto l’immaginabile, non solo cibo ma anche utensili da cucina tra cui cose completamente impensabili soprattutto per gli stranieri.

    Un po’ appartato nella penisola di Noto c’è questo eccellente ristorante Italiano chiamato Orizzonte. Il pranzo, servitoci sotto una tavola da surf laccata (un omaggio al defunto padre del proprietario che era un artigiano), era costituito da un generoso antipasto e da un favoloso piatto di pasta accompagnato da diversi prodotti locali.

    Per chi non conosce questa gloriosa tradizione artigianale, una visita al Wajima Kobo Nagaya è quello che ci vuole per farsene una certa cultura. Non solo si possono vedere gli artigiani all’opera, ma si può altresì partecipare a lezioni di decorazione con foglie d’oro. Per realizzare alcuni degli oggetti di lacca che ho visto proprio qui ci possono volere anche diversi mesi e, va da sé, infinita passione, e quel che maggiormente affascina delle lacche, a parte le bellezza propria dell’oggetto, è che più le si usano e più si fan belle.

    L’orgoglio è evidente e l’eccitazione contagiosa in questo imponente museo che espone gli enormi carri con le caratteristiche lanterne kiriko usate nei festival più eccitanti di tutta la regione.

Mercato del mattino di Wajima→Wajima-eki
14 minuti a piedi

Linea Hokuriku Rail Road: Stazione di Wajima (fermata Wajima-eki-mae) --> Aeroporto di Noto Satoyama(Noto Satoyama Kuko) (25 minuti / 590 yen)
(Furusato Taxi (taxi a condivisione): 900 yen
È necessario prenotare (tel. 0768-22-2360))

Aeroporto di Noto Satoyamamore

Aeroporto di Noto Satoyama

Non è solo aeroporto, bensì una struttura composita dotata anche di piattaforma d'osservazione, negozi di souvenir, un ristorante, una tipica stazione di servizio (Michi-no-Eki), un centro d'informazioni turistiche e un servizio di noleggio auto.

ANA (ANA Expericence JAPAN Fare) Dettagli

Aeroporto internazionale di Tokyo

  • Ian Livingston

    Ancora una volta a Tokyo ho respirato l’energia di una città di livello indiscutibilmente internazionale. A Ishikawa ho vissuto notti eccezionalmente rilassanti e incontrato persone orgogliose del proprio contributo storico al paese moderno che è oggi, così ricco di sfaccettature e peculiarità uniche al mondo. Nel complesso il Giappone mi ha mostrato nuovamente di eccellere nel senso dell'ospitalità verso il turista internazionale, anche a chi, come me, ci è venuto per la quarta volta.

  • Dana Macalanda

    Ecco un’opportunità che non esito a definire eccezionale per esplorare una zona del Giappone ancora poco nota al turismo internazionale, ma tra le più amate dai giapponesi. E non solo perché la recente costruzione della linea ad alta velocità Hokuriku Shinkansen l’ha resa ancor più vicina al resto del paese.

    Questo viaggio rappresenta un turismo più centrato sull’interesse verso uno stile di vita che esprime l’innegabile orgoglio della regione per le sue tradizioni, la sua storia e il suo artigianato. Nel complesso, quindi, si è rivelato un inestimabile scorcio sulla lotta della popolazione locale per preservare le tradizioni senza tuttavia negare l’avanzamento della modernità.

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Il Giappone continua a stupirmi. I modi per passare il tempo a Tokyo non finiscono mai, così come sono infiniti i luoghi da visitare e le opportunità culinarie, una delle mie grandi passioni. Ma di questo viaggio ho anche apprezzato i momenti e gli angoli di tranquillità nell’area di Ishikawa (anche mentre la raggiungevo con il treno ad alta velocità), poi in particolar modo a Notojima e, per quanto insolito possa sembrare a prima vista, persino nel trambusto della stessa Tokyo.

Ian Livingston
redattore e contributore del sito di viaggi JohnnyJet.com
Risiede a Stati Uniti
  • Hobby

    cucina, pallacanestro e racconti sulla natura

  • Numero di viaggi in Giappone

    3

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Protagonista principale di questo viaggio è stato il “verde” di Tokyo, la prova che anche qui è possibile fuggire dal trambusto della città senza però lasciarla. Guide eccellenti, drink di qualità e incontri con gente interessante sono stati la premessa essenziale per una giornata che piacerebbe a chiunque.

Dana Macalanda
redattore e contributore
Risiede a Tokyo
Paese d'origine: Stati Uniti
  • Hobby

    lettura e fotografia

  • Permanenza a Tokyo

    3

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